La storia di Scicli

La città sorge alla confluenza delle cave di Santa Venera e San Bartolomeo e domina l’area costiera, controllando la foce del fiume Irminio.
L’insediamento più antico è quello di contrada Chiafura che si estende sul colle di San Matteo. Si tratta di un abitato scavato nella roccia che ha trasformato le sepolture e le tombe, realizzate in epoca precedente, in abitazioni.
Luogo paragonato ai Sassi di Matera è stato visitato da scrittori come Pier Paolo Pasolini (“si sale una specie di montagna del purgatorio con i gironi uno sull’altro …”) ed Elio Vittorini, che fecero conoscere le condizioni di vita dei suoi abitanti.
Attualmente Chiafura è diventato un parco Archeologico.
Tra il 1300 e il 1400 l’abitato iniziò a spostarsi verso valle, congiuntamente ai siti di alcuni ordini religiosi.
A dominare la nuova città restano S. Matteo, ex chiesa madre, insieme al Castello dei Tre Cantoni e al complesso conventuale di Santa Maria della Croce dei frati Minori Riformati, posti sulla parte alta della cava.
Il terribile terremoto del 1693 rase al suolo la città, che fu ricostruita nello stesso sito.
Nella metà del 1800, erigendo a chiesa matrice quella di S. Ignazio, nel centro della città, si abbandonò, definitivamente, il sito collinare.
Degli edifici preterremoto resta molto poco, ad eccezione di parte del complesso monumentale di Santa Maria della Croce, edificata nel 1500 presso l’Oratorio della Madonna di Sion, trasformato in sagrestia, e il complesso di S. Antonino, attribuito tra la fine del 1400 e il 1500.
Nella città ricostruita dopo il terremoto si realizza la grande ristrutturazione di alcuni tracciati viari, significativamente rappresentati dalla Via Mormino Penna, dove si affacciano alcuni dei più bei monumenti del tardo-barocco ibleo.
Dal 2002 due dei suoi monumenti sono iscritti nella World Heritage List dell’UNESCO: la Via Mormino Penna e il Palazzo Beneventano (4). Di pregio e di rilevanza tardo-barocca sono anche: Chiesa di san Giovanni Evangelista (1); Chiesa di San Michele Arcangelo (2); Chiesa di S. Teresa (3); Palazzo Beneventano (4); Palazzo Spadaro (5); Palazzo Veneziano Sgarlata (6); Palazzo Fava (7); Chiesa e Convento del Carmine (8); Chiesa di S. Matteo (9); Chiesa Madre (S. Ignazio) (10).

Dettaglio della facciata di Palazzo Beneventano, Scicli

Scopri il tardo-barocco a Scicli

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