7. Chiesa dell'Idria

Salita Commendatore, n°12 – 97100, Ragusa Ibla, RG

Chiesa dell'Idria vista dall'alto, Ragusa

Fig. a

Il primo impianto della chiesa, originariamente attestata a San Giuliano l’Ospitaliere per il vicino Hospitium, risale al XIV secolo.
Realizzata al centro dell’antico quartiere ebraico, quello del Cartellone, apparteneva all’Ordine dei Cavalieri di Malta, le cui croci sono visibili in diversi punti (portone, cantoria e abside). All’interno si venerava un’immagine della Madonna Odygitria (dal termine greco che significa “colei che indica il cammino”) e ben presto, la chiesa fu ad essa intitolata.
La torre campanaria, datata 1754, è un elemento estremamente caratterizzante del paesaggio di Ibla. È coronata da un tamburo ottagonale che ospita otto riquadri in terracotta policromi che raffigurano dei vasi con fiori. La torre termina con una cupoletta costolata e rivestita con maioliche azzurre (Fig. a).
Poco danneggiata dal terremoto del 1693, fu ampliata e ristrutturata nelle forme attuali. La facciata, a due ordini (Fig. b), fu completata nel 1740 ed ha un’impostazione classica (Fig. c), derivante sicuramente dall’osservazione di qualche trattato del Serlio o del Vignola.
L’interno della chiesa è a tre navate, separate da colonne con capitelli corinzi (Fig. d). Interessanti sono la Cappella dell’Addolorata, a destra per chi entra (Fig. e), e i cinque altari, realizzati tra il 1741 e il 1758: alcuni di essi si caratterizzano per la ricchezza della decorazione, altri per le colonne tortili, di ispirazione rococò. Il dipinto posto sull’altare della navata sinistra, che raffigura San Giuliano e San Giovanni Battista, è attribuito a Mattia Preti (Fig. f).
Sul pavimento in pietra pece della chiesa si trovano tre lastre tombali indicanti le sepolture del clero, del popolo e della famiglia Cosentini.

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