8. Chiesa di S. Francesco all'Immacolata

Discesa Peschiera, n°3 – 97100, Ragusa Ibla, RG

Esterno della chiesa

Fig. a

La costruzione della chiesa e dell’annesso convento, si attestano intorno al 1225, subito dopo la morte del Santo. In quel periodo, arrivò a Ragusa una prima comunità di Francescani che costruiscono il complesso ai margini della città per essere vicini ai poveri e condividerne la vita (Fig. a).
Non sappiamo molto del complesso pre-terremoto in quanto fu danneggiato e ridotto a poche mura. Venne riedificato nello stile tardo-barocco e, negli interni, con caratteristiche manieristiche.
Dell’antico edificio esiste ancora la torre campanaria della quale, col terremoto, crollò solo la cella che fu, successivamente, ricostruita. Per la sua imponenza fu a lungo creduto che fosse la torre del castello dei Chiaramonte, i quali si insediarono a Ragusa nel 1299, dopo il dominio svevo.
Si accede alla chiesa da un ingresso laterale, con prospetto sobrio, che immette nella navata destra (Fig. b).
Il prospetto posteriore della chiesa si affaccia sul cortile del convento. Esso era il prospetto principale della chiesa distrutta, della quale rimane ancora il portale, nel caratteristico stile federiciano con i capitelli uncinati (Fig. c).
La chiesa è divisa in tre navate, senza transetto, delimitate da possenti pilastri con lesene sormontate da capitelli (Fig. d).
La navata centrale si conclude con il presbiterio del Cinquecento, che non risulta visibile, in quanto coperto dalla costruzione di una tribuna in legno, atta a sorreggere la statua dell’Immacolata, costruita intorno ai primi decenni del 1900.
Nel pavimento della chiesa, in calcare e pietra pece, si trova un’interessante lastra tombale, recante la data del 1577, in pietra pece, con un bassorilievo raffigurante un cavaliere spagnolo con una mano sotto la guancia (Fig. e).
Il convento, ricostruito sulle rovine di quello crollato, è costituito da un piano terra e da un primo piano dove si trovano le celle dei frati. Sono interessanti i sopraporta dipinti con personaggi dell’ordine Francescano. A tale piano si accede tramite una magnifica scala in pietra pece (Fig. f).

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