La storia di Modica

Città antica, probabilmente costituita da nuclei sparsi, comincia a divenire centro con l’arrivo dei Normanni, divenendo, poi, Contea con gli Aragona. Con l’unificazione dei feudi di Modica e Ragusa, grazie al matrimonio di Isabella Mosca con Manfredi Chiaramonte, nel 1296, la città acquista importanza con ordinamento e milizia propri. Dopo la sconfitta e l’uccisione di Andrea Chiaramonte, la Contea passa a Bernardo Cabrera, quale ricompensa per aver aiutato Re Martino d’Aragona a riconquistare la Sicilia.
In crescita per tutto il 1300, diviene centro della Contea nel 1447, dopo la rivolta di Ragusa contro Giovan Bernardo Cabrera (figlio di Bernardo), il quale sposta il cuore della Contea a Modica. La città cresce ulteriormente sotto il regno dei Cabrera-Henriquez. In questo momento la città è costituita da due grandi quartieri: uno intorno al Castello e alla Chiesa di S. Giorgio e l’altro nel fondo valle, sotto lo sperone del castello, in prossimità dei due torrenti e della Chiesa di S. Pietro.
Negli anni successivi alla Controriforma (completata nel 1563), si insediano gli ordini dei Gesuiti, dei Cappuccini e dei Mercedari con costruzioni che mostrano un’attenzione alla nuova urbanistica, incominciando a portare la cultura barocca. Le due vie che costeggiano il torrente (il cui alveo dopo l’alluvione del 1902 è stato ricoperto), si avviano a diventare l’asse portante della città, seppure ancora caratterizzato dalla serie dei ponti oggi scomparsi e difficilmente immaginabili nel contesto attuale.
Il terremoto del 1693 la rade quasi al suolo e viene ricostruita nello stesso sito. La ricostruzione di Modica avvenne sulle precedenti strutture, così che oggi possiamo notare questo grande intreccio tra la cultura medievale e quella barocca.
Un’altra grande trasformazione avviene dopo l’Unità d’Italia, quando con le leggi di confisca dei beni ecclesiastici, molti conventi passeranno allo Stato che li utilizzerà per scopi istituzionali, come il Convento di Santa Maria del Gesù che sarà trasformato in carcere, distruggendo alcune caratteristiche architettoniche del complesso monumentale. Dal 2002 due dei suoi monumenti sono iscritti nella World Heritage List dell’UNESCO: la Chiesa di S. Pietro (1) e la Chiesa di S. Giorgio (2). Di pregio e di rilevanza tardo-barocca sono anche: Chiesa del Carmine (3); Chiesa Madonna delle Grazie (4); Chiesa di Santa Maria di Betlemme (5); Chiesa di San Domenico e Convento dei PP. Domenicani (6); Palazzo Padri Mercenari (7); Palazzo Polara (8).

Chiesa di San Giorgio, Modica, vista di fronte

Scopri il tardo-barocco a Modica

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