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2. Chiesa di S. Giorgio

Chiesa di S. Giorgio

Piazza Duomo, 97100 Ragusa RG

Chiesa di San Giorgio, Ragusa, vista da lontano

Edificio emblematico del tardo Barocco, progettato da Rosario Gagliardi, architetto della città di Noto e del suo Vallo e grande protagonista della ricostruzione post terremoto.
L’invenzione meravigliosa di questa chiesa sta proprio nel prospetto caratterizzato dalla monumentale “facciata a torre”, leggermente convessa, che ingloba il campanile terminante con una “cuspide a bulbo”.
La collocazione in cima all’alta scalinata e la posizione obliqua rispetto alla piazza antistante, accentuano l’imponenza della facciata.
Venne costruita nel sito della distrutta Chiesa di S. Nicola, ove si officiava ancora col rito greco-ortodosso; pratica testimoniata dal ritrovamento, durante i recenti lavori di restauro di una grande “chiave pendula” di chiusura di una volta a crociera, su cui erano scolpiti san Pietro e Paolo: reperto oggi conservato presso l’attiguo Museo di San Giorgio.
I lavori, sebbene iniziarono nel 1744, dopo l’approvazione dei disegni da parte di una Commissione costituita appositamente, perché era ritenuto un progetto troppo innovativo, si completarono celermente l’anno successivo. La cupola è postuma: realizzata nel 1820, in stile neoclassico dal capomastro Carmelo Cultraro, su ideazione dell’arch. Stefano Ittar, ha una “doppia calotta”, poggiante su due file di colonnine (16 per fila), chiuse da enormi vetrate azzurre.
Nella sagrestia è custodita la “Cona” del Gagini, in stile rinascimentale, che faceva parte dell’apparato scultoreo posto nell’abside della vecchia Chiesa di San Giorgio.
L’impianto è a tre navate, delimitate da possenti colonne, con basi in “pietra pece” e capitelli corinzi, che sorreggono una trabeazione in pietra modanata e intagliata.
Sono presenti diversi quadri, tra cui meritevoli di memoria sono: un “Angelo Custode” di Vito D’Anna (1763) e un “Cristo che appare a Santa Gaudenzia” di Antonio Manno (1782).
Nel transetto, all’ingresso della “Cappella del Crocifisso”, è murata la lapide funeraria di Bernardo Caprera, proveniente dalla vecchia Chiesa di San Giorgio.
Nella navata centrale è presente un “Organum Maximum” del 1887 della ditta “Serassi” di Bergamo, considerato il capolavoro della stessa ditta.
La grande gradinata, su cui erge il Duomo, è delimitata da un’alta cancellata di ferro battuto.

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