9. Convento e Chiesa di S. Maria del Gesù

Via Torrenuova, n°35 – 97100 Ragusa Ibla, RG

Esterno della chiesa

Fig. a

Il complesso conventuale di Santa Maria del Gesù fu edificato dai Minori Riformati di San Francesco nei primi decenni del 1600 su un’area, donata dalla famiglia Campulo, occupata da case e da un portico, inseriti nel contesto di un più antico abitato rupestre, forse di tipo monastico, costituito da diverse grotte, delle quali la più grande venne inglobata nelle fabbriche del convento per ricavarne un’enorme cisterna (Fig. a).
Il convento, articolato su più livelli, (Fig. b) si sviluppa intorno ad un chiostro colonnato al centro del quale si trova la vera ottagonale della grande cisterna (Fig. c).
Si ritiene che il progettista possa essere stato un frate francescano, fra’ Marcello da Palermo, attivo anche a Modica nella costruzione di diversi conventi tra cui quello di Sant’Anna. 
Il convento, composto da quattro elevazioni, era già completo nel 1669.
Fu danneggiato dal terremoto del 1693, del quale sono ancora visibili i danni, poi venne riparato e restò in uso ai monaci fino all’unità d’Italia. Con la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei beni (leggi eversive del 1866-1867), il convento passò in uso al comune di Ragusa che, per un periodo, lo destinò a scuole e uffici. Il graduale abbandono e l’incuria, causarono, nel 1943, il crollo di una parte della costruzione.
Durante lavori di restauro e ricostruzione fu rinvenuta una torre diruta, databile alla fine del 1200, posta lungo le mura della Ragusa medievale, direttamente collegata alla porta dei Saccari e inglobata nella costruzione del convento.
Gravemente danneggiata durante il terremoto, fu dagli stessi monaci riedificata. Dedicata alla Madonna, nello spazio tra il timpano spezzato della trabeazione del portone e il finestrone della cantoria, è posto lo stemma dei Francescani Riformati con al centro una Madonna con Bambino (Fig. d).
La chiesa, ad unica navata (Fig. e) si connota per la presenza di stucchi e pitture e per il notevole tromp l’oeil nell’abside (Fig. f).
Il complesso, alla fine dei lavori di restauro in corso, diventerà museo archeologico.

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