18. Chiesa di S. Maria delle Scale

Discesa Santa Maria – 97100 Ragusa, RG

La chiesa da lontano

Fig. a

La chiesa, della quale una parte ha resistito al terremoto del 1693, è un compendio della storia di Ragusa pre-terremoto. Vi si rintracciano elementi architettonici di stili diversi, da una finestra sveva agli elementi tipici dell’architettura catalana (Fig. a). 
All’esterno sono visibili il campanile che ha resistito al terremoto ed un pulpito in pietra scolpita (Fig. b).
Si narra che la chiesa era presente in età cistercense, ma non sono stati ritrovati documenti che lo dimostrino.
Il terremoto la distrusse parzialmente, lasciando intatte alcune parti come le quattro cappelle della navata sinistra.
Durante un recente restauro, nella prima cappella, vicino l’altare del crocefisso, sotto uno strato di pittura, è emerso un affresco del 1400 che rappresenta una crocifissione (Fig. c). Si accede alla seconda cappella, dedicata alla Madonna, da un portale gotico riccamente decorato con intagli in pietra calcarea e con i peducci delle volte che rappresentano dei volti (Fig. d). All’interno della cappella, rifatta in stile rinascimentale, si trova una straordinaria pala d’altare in terracotta, del 1538, originariamente invetriata, la Dormitio Virginis (Fig. e), che, per un maldestro restauro, ha perso l’invetriatura e la cromia originaria. Per le caratteristiche raffigurative utilizzate, l’opera potrebbe essere stata realizzata da un colto ceramista, in contatto con i Della Robbia.
Tutti gli archi gotici sono arricchiti da sculture che rappresentano creature celesti, animali mostruosi o fantastici, tipici del bestiario medievale (Fig. f) la cui allegoria non è semplice interpretare come, per esempio, la lontra che si fagocita, che per Dante Alighieri rappresenta la lussuria, per altri l’invidia che rode dentro. 

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