4. Palazzo Beneventano

Via Beneventano, n°17 – 97018 Scicli, RG

Facciata del palazzo ad angolo

Fig. a

Nella motivazione di iscrizione nella World Heritage List dell’UNESCO si legge: “La Via Mormino Penna, per la ricca presenza di edifici del Settecento, e il Palazzo Beneventano rappresentano un capolavoro del genio creativo umano dell’età tardo-barocca…”
Palazzo Beneventano, il più famoso e scenografico palazzo nobiliare di Scicli, è uno dei monumenti più rappresentativi della città (Fig. a). Sono numerosi gli autori che l’hanno inserito nelle principali opere del barocco siciliano. 
È ubicato alle pendici del colle San Matteo, tra l’antica cittadella fortificata sita in cima al colle e la moderna città settecentesca.
Non si conoscono né il nome dell’architetto né il periodo di costruzione, riferibile, probabilmente, alla seconda metà del Settecento. Come la maggior parte degli edifici barocchi, Palazzo Beneventano spicca per la perizia nell’uso della pietra calcarea, trattata, dalle maestranze locali, in modo pregevole. Anthony Blunt lo definì “un raro esempio per decorazione fantastica”, un palazzo tutto da scoprire.
L’impostazione ad angolo, che lo caratterizza e lo mette in risalto, si adatta alla conformazione in pendenza del suolo (Fig. b). Le due facciate sono legate da un possente cantonale, costituito da paraste con bugne lobate. In cima, spicca lo stemma coronato della famiglia Beneventano, che si adagia su due teste di moro a bocca aperta aggettanti (Fig. c), mentre in basso è collocata la statua di San Giuseppe (Fig. d).
Diviso in due ordini, il primo è caratterizzato da aperture con le chiavi di volta ornate da mascheroni di caricature umane.
Nel secondo ordine i balconi, in asse con le sottostanti aperture, sono sorretti da mensoloni realizzati con motivi scultorei mostruosi e grotteschi, che raffigurano animali fantastici e hanno ringhiere in ferro battuto a petto d’oca (Fig. e).
Le figurazioni scultoree, dotate di assoluta originalità, sono disposte in modo da essere ammirate dal basso, al preciso scopo di attirare l’attenzione del passante e di stupirlo
L’edificio testimonia il carattere d’innovazione, tipico del grande ciclo di trasformazioni architettoniche, che interessarono Scicli dopo il terremoto del 1693 (Fig. f).

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